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Gli alberi
Testi a cura del dott. Enrico Balla  maggiori info autore
Il territorio di Pereto, a forma quadrangolare, alterna zone di pianura a zone montagnose e boscose, ad altipiani erbosi ed a colli brulli e pietrosi. Il paesaggio, quindi, non può che essere vario e suggestivo. Si passa dalla pianura coltivata, rigata dai torrenti limpidi e freschi, tributari del fiume Turano, alle selve compatte ed oscure che ammantano i monti da Vallevona e Serrasecca fino a Macchia del Pero e dalla tetra depressione di Fosso Cupo agli incantevoli altipiani di Acquaramata, di Camposecco, di Campocatino, di Macchialunga, ricoperti di verde e risonanti di canti d'uccelli. 
  
Calcarea è la natura del terreno, tormentata dal carsismo che ha la sua principale espansione in grotte, doline ed inghiottitoi (come la grotta di Picinara o le depressioni lunari degli altipiani o l'interminabile buca della Romanella) e soltanto minimamente modellata dalle oscillazioni. 
  
In questo ambiente crescono principalmente i seguenti alberi: 
- il faggio, che con la sua chioma ombrosa, pulita e fresca, deriva i suo nome dal greco Fagein che significa mangiare con riferimento ai suoi frutti, le faggiole, utilizzate come alimento per i suini. Le faggiole, dalle quali si può ricavare un olio commestibile, sono buone da mangiare, diuretiche ed un tempo venivano torrefatte ed utilizzate come succedanee del caffè. Le foglie fresche, inoltre, sono un discreto foraggio per gli animali. Il suo legno duro viene usato per traversine ferroviarie, pavimenti... 
  
- La quercia, che nelle sue varietà Cerris (Cerro), pubescens (roverella) e robur (farnia), vegeta abbondantemente un po' dovunque. I suoi frutti, le ghiande, in passato erano il principale alimento dei maiali; ma anche gli altri animali le mangiavano volentieri. Il suo legno, duro e leggero, è ottimo per produrre carbone e per essere utilizzato come combustibile. 
 
- L'olmo, che nella varietà "montana", non è molto abbondante. In passato veniva utilizzato per la cura della pelle (liquido che usciva dalle bolle che si formavano sulle foglie), per la guarigione delle piaghe, per rendere impermeabile "utti" ed i "piùnzi" (si pestavano le foglie verdi insieme al sebo e si otteneva uno speciale mastice), e per abbellire strade, viali e piazze. 
 
- Il salice, che, nelle varietà viminalis (vimini) e alba (bianca), è così chiamato da salire, perché cresce prestissimo. In passato il carbone del suo legno veniva utilizzato per disegnare, e la corteccia, le foglie ed il seme si adoperavano nella dissenteria e nei pediluvi per calmare le febbri molto alte. 
 
- Il pioppo, che nelle varietà alba (gotterino) e tremula (tremolo), ha un legno mediocre che veniva impiegato solo per cassette di imballaggio, fiammiferi, zoccoli e per i "Cauli" delle botti.
 
- Il carpino bianco, che viene usato come combustibile e per produrre ottimo carbone. I tronchi diritti vengono usati per paleria e per ricavare manici e piccoli utensili. 
 
- Il nocciolo, che deriva il suo nome dal greco coris, che significa elmo, per la forma dell'involucro membranoso che ricopre il frutto. Le nocciole, usate come alimento, sono ricche di olio.. Il legno viene usato per pali, botti, bastoni e per le fruste, che i maestri elementari di Pereto battevano sulle mani dei malcapitati alunni impreparati. 
 
- Il sambuco veniva utilizzato come pianta medicamentosa. I suoi fiori attivano la sudorazione, sono anticatarrali e curano le malattie della pelle. Le bacche nere hanno proprietà lassative e venivano usate nella preparazione di marmellate e sciroppi. Il succo delle bacche ha proprietà tintorie, fornendo una tinta viola. 
  
- Il tasso che, ad eccezione dell'orillo rosso è velenoso in ogni sua parte, sia per gli uomini sia per gli animali. Un raro esemplare si trova a S. Silvestro. 
 
- Il cipresso, che deriva il suo nome da Ciprus, nome latino dell'isola di Cipro dove anticamente esisteva tale pianta, è utilizzato come pianta ornamentale nei parchi e nei viali. I Greci ed i Romani col suo legno costruivano le bare, ma anche le navi, poiché è duro ed inalterabile. Prima che vi fossero messe quelle di rame, le porte di S. Pietro, da Costantino il grande fino al Papa Eugenio IV, erano fatte di legno di cipresso. In passato, inoltre, si riteneva che il profumo dei cipressi facesse bene agli epatopatici e che la polvere delle noci dell'albero fosse febbrifuga. 
  
- Il pino, che è stato trapiantato in età fascista sulle nostre montagne. II suo legno è uno dei migliori mezzi per mantenere il fuoco nei camini e nelle stufe. La resina che esce dalle incisioni prodotte sul suo fianco è usata per ottenere l'olio essenziale di trementina. 
 
- L'acero, che è usato come pianta ornamentale ed è anche un ottimo combustibile. Il legno viene usato per strumenti musicali, mobili, pavimenti e posaterie. Quando le foglie si staccano, cadono a terra con un caratteristico moto circolatorio.
 
- Il melo, specie quello selvatico, che ha dei frutti astringenti e poco gradevoli, che talvolta vengono usati per la produzione del sidro e dell'aceto.
 
- Il pero che è una pianta antichissima. I reperti scavati nei depositi preistorici ci indicano che 35 secoli fa l'uomo gia ne utilizzava i pomi. 
 
- Il sorbo che, nella varietà domestica esiste in rari esemplari. Nella varietà montana ha frutti rossi mangerecci ma insipidi. 
 
- Il ciliegio nelle due varietà Aulum (selvatico) e Cerorus (montano altrimenti detto "visciuo"). I frutti del selvatico sono le classiche ciliege mentre quelli del montano sono le drupe dal sapore amarognolo, che tutti conoscono col nome di amarene, utilizzate per la produzione del maraschino. Il legno del ciliegio è pregiato e viene utilizzato per mobili, sculture, botti e pipe. 
 
- Il prugnolo che in autunno si ricopre di drupe rotonde, azzurro-scure, di sapore sempre aspro e con proprietà astringenti. 
 
- Il mandorlo, sia quello che produce mandorle amare sia quello che produce drupe dolci. Questi frutti sono molto caloriferi e conciliano il sonno.
 
- L'ulivo, presente solo in rari esemplari in località "la foresta". 
 
- La noce, le cui foglie decotte venivano utilizzate per lavare i cavalli allo scopo di garantirli dalle punture delle mosche. Il legno è molto ricercato dai falegnami e dagli scultori. I frutti vengono consumati come alimenti oppure utilizzati per la fabbricazione di olio che molti ritengono migliore di quello d'ulivo. 
 
- Il fico, molto apprezzato per i suoi golosissimi e nutrienti frutti, che nell'inverno vengono spesso ricoperti di paglia. I frutti variano sia per colore, che va dal verde al bruno e al violetto, sia per la grandezza che va dai tre centimetri del fico comune ai sette centimetri del "follacciano". Nella medicina popolare vengono usati per curare la pelle e la stitichezza. Il lattice emesso da piccioli fogliari è efficace per eliminare le verruche. I fichi secchi sono ritenuti calmanti ed espettoranti. 
 
- Il corniolo, i cui frutti sono volgarmente chiamati "crugnoi" e che risultano astringenti e buoni da mangiare. Dai semi una volta si ricavava l'olio per le lanterne. 
 
- Il tiglio, usato a scopo ornamentale, che ha il legno che viene utilizzato per strumenti musicali, mobili e zoccoli. Da esso si ricava il carboncino da disegno di migliore qualità. 
 
- Il frassino che, nelle sue varietà comuni, ha un legno molto pregiato. Le foglie in passato venivano usate come foraggio mentre dalla corteccia si ricavava un decotto per curare le affezioni epatiche e dalla cenere un estratto contro la scabbia. 

 
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