Home Page del Comune Clicca per approfondimenti

Clicca per visualizzare la guida alla navigazione
 
 

TERRITORIO

 

in evidenza

 

Risorse

 

 

La fauna
Testi a cura del dott. Enrico Balla  maggiori info autore
Sul giornale "La Chiacchera", che ha fatto registrare sporadiche comparse in pubblico, ho letto un appassionato articolo dell'ecologo Pietro Iadeluca. Tra i passi più significativi cito i seguenti: "c'era una volta la montagna di Pereto. Una montagna scomoda, lavorata fino all'inverosimile (...ricordo le patate ed il granturco alle soglie di Campocatino), piena di bestiame, di lepri, di uccelli e... di mistero. Una montagna che veniva falciata, pascolata, tagliata, affittata e che pur tuttavia restava ricca. Ricco il sottobosco, ricco il bosco, i pascoli e, meraviglia, le fonti erano ricche di acqua, senza serbatoi, bottini, squarciamenti di ambienti naturali e brutture estetiche... Ricordo che allora era cosa normalissima incontrare nell'assolato di Camposecco (falciato fino all'inverosimile) sette, otto lepri in una mattinata e praticamente senza cane! Si andava per fragole all'Orbarola.
  
...Poi la società ha scoperto le strade.... E con le strade l'invasione illegittima, brutale, violenta, ineducata di quanti, inibiti da una vita assurda, oppressi da continue violenze di natura civile e sociale, vengono non già a ritrovare se stessi in un contesto puro e libero, ma a sfogare in esso le proprie frustrazioni, contaminandolo, violentandolo, insozzandolo sino all'inverosimile". E certamente quello che non fa il turismo borgataro lo hanno fatto i cacciatori. Ho visto personalmente nella casa di un accanito cacciatore di Bagni di Tivoli un'aquila imperiale imbalsamata, uccisa nella montagna di Pereto. Questa montagna, tuttavia, contiene una interessante oasi faunistica. Nei boschi si trova localizzata la martora, la faina, che vive anche nelle zone vicine all'abitato e nella campagna, la puzzola, la donnola ed il tasso. 
  
Il lupo (canis lupus italicus) compare sporadicamente ed in inverno si aggira intorno alle greggi ed alle bestie pronto ad aggredirle allorché gli stimoli della fame si fanno più intensi. La volpe, molto varia nel colorito, che va dal rosso al grigio, e tanto comune, da spingere ogni tanto le autorità venatorie e forestali a collocare nei punti di più frequente passaggio alcuni "bocconi avvelenati" allo scopo di ridurne il numero. Uno di tali bocconi anni fa avvelenò, però, una incolpevole aquila che, imbalsamata, fu conservata nella casa comunale dal sindaco. Il gatto selvatico, molto raro, è stato localizzato in località "valle Noce". Se non fosse per il continuo ripopolamento sarebbe ormai rara anche la lepre, preda preferita di cacciatori, volpi e lupi. Fra gli insettivori sono comuni il riccio, alcune specie di toporagni (crocidura, Neomis fodiens e la più conosciuta "soreca"), e numerose talpe (talpa ceca, europea e romana). 
  
Fra i chirotteri si trovano l'orecchione, la barbastella, parecchie specie di pipistrelli e la nottola. Fra i rosicanti è facile vedere numerosi scoiattoli dal pelame nero che sembrano corrispondere al tipo meridionale descritto dal Lucifero. Comuni sono i ghiri, il topo delle chiaviche, il ratto dei tetti, il porcospino, il moscardino, il quercino pallido e varie specie di arvicole. Fra gli ungulati appare frequentemente il cinghiale, che anzi negli ultimi tempi sta facendo registrare un discreto aumento. In ogni angolo dell'amica montagna abbondano canti e voli di uccelli di ogni tipo. Lungo i torrenti e sotto i rovi ruspano il merlo, le cinciallegre, i pettirossi e talvolta la beccaccia ed il beccaccino. Nelle valli e negli altipiani è tutto un succedersi di incontri con corvi, cornacchie grigie, taccole, ghiandaie, gazze, colombacci e piccioni selvatici. 
  
Tra i boschi si incrociano i voli di scriccioli, capinere, corvi, strillozzi, pispole, ballerine, merli, tordi e tordele. Presso gli abitati appaiono, timidi ma ciarlieri, passeri, cardellini, zigoli, rondini, rondoni e fringuelli. Più alti di tutti nel cielo, con voli rapidi e nervosi o in lunghe e lente planate alla ricerca di preda, compaiono poiane, bianconi, nibbi bruni e falchi pellegrini. Nella notte si odono i richiami dei rapaci notturni: l'assiolo, la civetta, il gufo comune e l'allocco; mentre la mole imponente e silenziosa del gufo reale si libra nell'aria per ricercare topi e piccoli roditori da divorare. Sulle secolari querce, con volo inatteso ed un fremito variopinto di ali, si posano talvolta il bellissimo e rarissimo picchio dorso bianco dalmatino, il verdone ed il cuculo, che con il suo ritmico "cucu" sembra voler scandire il lento passare del tempo e delle ore. 
I rettili sono rappresentati da varie specie di serpenti: colubro di Esculapio, biacco, biscia dal collare, cervone, coronella e vipera comune. Fra i sauri la lucertola, il ramarro, l'orbettino e la tarantola dei muri. 
  
Gli anfibi sono sufficientemente rappresentati dai rospi, dalla rana greca, dalla raganella e dalla rana verde. Nelle acque gelide dei torrenti di pianura si trovano in numero discreto trote e "jammari". Numerosissimi gli insetti, gli ortotteri (farfecchie, blatte, locuste e cavallette); gli imenotteri (specialmente apidi, sfecidi, pompilidi e tentredinidi), i lepidotteri (tra i quali le bellissime farfalle antropa e atalanta) e, nei boschi, i coleotteri della famiglia dei carambicidi.

 
PERETO Storia Tradizioni, Ambiente, Statuti
  

Territorio

 
 


Team sviluppatori
| Grafica e Redazione | Copyright