Home Page del Comune Clicca per approfondimenti

Clicca per visualizzare la guida alla navigazione
 
 

TERRITORIO

 

in evidenza

 

Risorse

 

 
Sei in: - STORIA - La Piazza Peretana

La Piazza Peretana
Testi a cura del dott. Enrico Balla  maggiori info autore
La piazza, tra gli elementi urbanistici, è quello che più raccoglie i messaggi di solidarietà, di condivisione, di fratellanza, di unione e di amicizia di una comunità. Essa alimenta e rinsalda questi aspetti spirituali dell'animo umano che si proietta nel sociale, all'interno di una comunità che tutto condivide: vita e morte, gioie e dolori, lavoro e divertimento, affanni e speranze, vittorie e sconfitte.
 
La piazza non è uno spazio che nasce per caso tra altri palazzi. Essa segue organicamente la formazione e lo sviluppo di una città ed è pensata e realizzata in rapporto alle altre costruzioni limitrofe; se non prima di queste.
In Pereto, paese medioevale che non recupera un precedente insediamento romano ma che nasce ex-novo, la piazza prende vita insieme al castello. Nello stesso momento in cui si sentì l'esigenza di innalzare la prima torre a difesa del territorio, per il rifugio dei monaci, dei coloni e degli armenti che vivevano sulle nostre terre, sorse anche la necessità di avere uno spazio comune ove potersi riunire per le funzioni religiose, la difesa, lo scambio di beni e di esperienze.
E' verosimile, quindi, che la prima piazza di Pereto sia stata la corte interna del castello, ora racchiusa tra le cortine che uniscono il mastio con le due torri più piccole.
 
Successivamente, sino all'epoca comunale, quando i molti coloni affrancatisi dalla dipendenza degli abati avevano costruito le loro dimore intorno al castello, il baricentro delle funzioni sociali, politiche e commerciali si spostò in piazza degli Olmi. Una piazza con forma e dimensione non preordinata o codificata in astratto ma strettamente ancorata all'evoluzione del paese ed ai caratteri del sito. Quella degli Olmi è per un Peretano, la piazza storica più importante. Nel 1270, ai suoi lati, ogni capofamiglia piantò un albero d'olmo, quale simbolo dell'indipendenza concessa dal Re Carlo I° D'Angiò ed in ricordo della contemporanea nascita della "Universitas Peretana".
 
In quella piazza i primi cittadini liberi di Pereto fecero sentire la loro voce, assunsero le più importanti decisioni politiche, si riunirono per feste, cortei, sagre, mercati e cerimonie. Le abitazioni, allora, erano degli angusti tuguri, generalmente di una sola stanza, con una piccola porta e strettissime finestre. Gli incontri, le conoscenze, le confidenze, quindi, avvenivano nella piazza, come in un salotto moderno. Vicina a quella degli Olmi c'era Piazza S.Salvatore, sita di fronte all'omonima chiesa. Essa, però, essendo utilizzata solo per le funzioni religiose, era meno ampia.
 
Col passare degli anni, all'epoca delle Signorie, il borgo medioevale si allargò sempre di più, il numero degli abitanti crebbe e fu necessario, oltreché cingerlo con nuove cerchie di mura, anche dotarlo di un palazzo comunale e di una chiesa madre. In prossimità di quello che fu il palazzo comunale (ora volgarmente chiamato corte di giustizia) e di fronte alla chiesa madre (quella di S. Giorgio) prese consistenza una nuova grande piazza, che ereditò le funzioni di quella degli Olmi: piazza S. Giorgio. Contemporaneamente, anche nelle vicinanze della chiesa di S. Nicola, posta fuori della seconda cinta muraria, si sviluppò un piccolo borgo (pachetto), che ebbe un suo spazio urbanistico, piazza S. Nicola, con prevalente funzione religiosa.
 
Questa chiesetta, che, al pari di quella di S. Giorgio, di S. Salvatore, di S. Silvestro, di Santa Maria, di Santo Mauro, di S. Pietro e di S. Giovanni, già esisteva nell'anno 1066 ed è citata nella Bolla pontificia del Papa Clemente III° del 1188, è tristemente ricordata a causa del terremoto del 5 dicembre del 1456, che la distrusse e che fece perire sotto le sue macerie una folta schiera di fedeli. Prima che la sua chiesa perisse, il rione Pachetto ebbe l'onore di essere circondato da una cinta di mura, che lo consacrò "parte storica" del comune di Pereto.
 
Il centro storico di Pereto ebbe, quindi, durante la sua evoluzione medioevale, tre chiese, quattro piazze (di cui due con prevalente funzione religiosa) e tre cinte di mura. Nello stesso periodo medioevale, fuori delle mura, esistevano altri spazi, affiancati alle varie chiese, oggi denominati piazza S. Giovanni e piazza S.Antonio; ma essi non avevano e non hanno le caratteristiche civili della piazza.
 
Dopo l'epoca medioevale e rinascimentale, Pereto si estese urbanisticamente verso levante, infittendo di costruzioni e di vicoli tutti quegli spazi ora individuati con le denominazioni di "costa dell'Ospedale", "piazza della Fonte", "la Catena", "la Ota" e "piazza delle Carrette". Nei nuovi rioni non potevano mancare, giacché organicamente ed intimamente connesse, nuove piazze. Sorsero, così, piazza della Fonte e piazza delle Carrette.
 
Piazza della Fonte fu ristrutturata nel 1893, contemporaneamente ed unitamente ad una fontana che aveva due bocche (per l'acqua ad uso alimentare) ed un sottostante fontanile (quale abbeveratoio per gli animali). Essa era situata in ottima posizione, lungo la principale strada interna che collegava la campagna al borgo ed alla chiesa madre ed alla confluenza del traffico proveniente dal rione "la Ota" e dal basso di Pachetto.
L'abbinamento piazza-fontana ed il rapporto piazza-maglia viaria sono due costanti di notevole interesse che si riscontrano nel nostro paese.
Anche in piazza delle Carrette esiste una fontana e vi confluiscono le correnti di traffico provenienti dalla costa dell'Ospedale, dalla campagna, da S. Silvestro, dalla Catena e dalla Ota, quasi a affermare la centralità e l'importanza di questo elemento urbanistico, la piazza, che tutti accoglie nel suo grembo, senza distinzione di origine, di sesso, di religione, di lingua e senza antipatie o gelosie o invidie.
 
Dopo la costruzione della rotabile Pereto-Carseolana Albense (anni 1881-1901), la piazza divenne il capolinea di alcune carrette trainate da cavalli, che servivano per il collegamento del paese con la stazione ferroviaria e con la strada provinciale che permetteva di raggiungere le maggiori città. Le carrette, veicoli a due ruote con cassa scoperta a sponde alte, venivano adibite anche al trasporto di materiali vari, acquistati negli empori e nei centri commerciali di Arsoli e Carsoli.
 
Priva di statue e lapidi, piazza delle carrette ha assunto un profondo significato simbolico da quando la sua pavimentazione è stata arricchita da un mosaico raffigurante il castello di Pereto. Questa fusione tra il più antico elemento urbanistico ed uno nuovo costituisce un "trait d'union" spirituale tra passato e presente, tra i Peretani di ora e quelli che, nei secoli, ci hanno preceduto, abitando le stesse case, coltivando gli stessi campi, percorrendo i medesimi sentieri. Il castello di Pereto, oltre ad essere la costruzione più maestosa, per la sua imponenza, e la più importante, per il suo ruolo e per le sue pitture murarie medioevali, è anche il simbolo del carattere del Peretano: sobrio e tradizionalista, altero e patriarcale, forte e resistente ad ogni avversità, industrioso, gioviale e generoso.
 
Le piazze sorte in Pereto nel periodo moderno, fuori delle mura medioevali e lontano dalle chiese, assolvono solo funzioni civili e sono state pensate e realizzate per questi unici scopi. Ultima, in ordine di tempo, è piazza Dante Alighieri, posta di fronte al palazzo municipale, vicino all'unica scuola del paese, alla posta, alla farmacia, al capolinea dei mezzi di trasporto pubblico. Essa è la più ampia piazza, in grado di assolvere tutte le funzioni civili: adunanze, festeggiamenti, cerimonie, mercati, parcheggi e soste. E' il luogo degli appuntamenti, della sosta per un caffè o un aperitivo o un gelato al bar, per gli incontri tra amici e per le nuove conoscenze.
 
Avendo assunto un ruolo predominante, per la sua posizione e per i servizi che offre, piazza Dante Alighieri è attualmente il baricentro di tutto il paese. 
La sua costruzione ha contribuito a relegare a semplici reliquie urbanistiche le piazze storiche del paese. Voglio sperare, però, che questa fatale ingiustizia non venga supinamente accettata dagli orgogliosi abitanti dei vari rioni. 
Mi auguro che in piazza degli Olmi, in piazza S.Giorgio, in piazza della Fonte, i Castellani, i Pachettani, i Pellaotani sappiano far rivivere antiche tradizioni, antichi tornei, antiche usanze, affinché il passato continui ad essere fonte di cultura e di insegnamento, collante di virtù e di sentimenti, occasione per una convivenza più serena e più partecipata.
 
Sei in: - STORIA - La Piazza Peretana

Territorio

 
 


Team sviluppatori
| Grafica e Redazione | Copyright