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Le opere pie laicali
Testi a cura del dott. Enrico Balla  maggiori info autore
Le opere pie erano enti morali laicali che amministravano dei beni allo scopo di fornire assistenza ai poveri, ai bisognosi ed ai malati. In Pereto operavano il monte frumentario, la congregazione di carità, composta dai tre luoghi pii del Sacramento, del Suffragio e del Rosario, ed il legato Maccafani. 
 
IL MONTE FRUMENTARIO fu eretto nel 1784, dopo che la legge 26 luglio 1779 aveva abolito nel regno di Napoli i collettori ed i succollettori apostolici ed impedito la devoluzione allo stato dei frutti delle chiese vacanti e dei beni dei prelati defunti. Tali prodotti (denaro, grano ed altre derrate) costituivano la dotazione del Monte che, per legge di fondazione, doveva dare in prestito prodotti agricoli o denaro agli agricoltori o ai coloni poveri per agevolarli nella semina e per evitare loro di ricorrere agli usurai. Nella provincia dell'Aquila ne esistevano 32. Gli amministratori dovevano per ogni anno colonico (computato dal 1° ottobre al 30 settembre) compilare lo "stato discusso", ossia il bilancio delle entrate e delle uscite. 
 
Le prime erano dovute alla dotazione, ai tassi sui prestiti ed alle risposte annue dei poveri; le seconde dai denari e dai generi dati in prestito. Dal 1799 il Monte, avendo distribuito a 118 Peretani tutti i 366 tomoli di grano che aveva, non operò più fino al 1832. Poi iniziò di nuovo, quando venivano pagate le "risposte" (quindi saltuariamente), ad operare. Dal 1890 al 1893 fu aggregato alla congregazione di carità e, quando questa fu abolita, gli amministratori, che avevano un libretto di risparmio al portatore (nr.1152) presso la succursale dell'Aquila del Banco di Napoli dell'importo di L. 2I86, comprarono delle cartello di rendita pubblica nominativa al 5%. 
Gli interessi di tali cartelle andarono a costituire delle entrate dapprima per l'Ente Comunale di Assistenza (E.C.A.) e poi, dal 1978, per il Comune, che li destinarono ai poveri. 
  
LA CONGREGAZIONE DE CARITA' fu costituita in virtù dell'art. 26 della legge 3 agosto 1862. Essa, in base allo statuto approvato tardivamente il 29 novembre 1914, aveva per scopo: - la cura degli interessi dei poveri, degli orfani, dei minorenni abbandonati, dei ciechi e sordomuti indigenti, pagandone le medicine, difendendoli nelle cause civili e penali, provvedendo per quanto possibile al loro sostentamento ed alla loro vestizione; - il controllo delle opere pie ad essa aggregate, o poste sotto la sua dipendenza. 
Si componeva di un presidente, che durava in carica quattro anni, e di quattro membri, da eleggersi ogni anno. Nel 1885 furono registrati i seguenti amministratori; PRASSEDE Michele; presidente; NICOLAI Giovanni; deputato; PICONE Giuseppe; tesoriere; MACCAFANI Antonio; segretario; BALLA Domenico; inserviente. 
 
Il 17 luglio 1890 fu emanata la legge nr. 6972 sulla pubblica beneficenza che disponeva che le opere pie di uno stesso Comune confluissero tutte nella congregazione di carità. I motivi di tale disposizione furono l'economia dell'amministrazione ed il migliore coordinamento della pubblica beneficenza. E così la congregazione di carità di Pereto riunì sotto di sé le seguenti opere pie: SS. Sacramento, Suffragio e Rosario di Pereto, SS. Sacramento di Oricola e S. Pietro Eremita di Rocca di Botte. 
 
Il LEGATO MACCAFANI fu concepito nel testamento del 9 novembre 1889 di Agnese Maccafani, vedova Buglione, istituito il 14 ottobre 1906, approvato con R. D. del 11 agosto 1907, eretto ad ente morale ed affiliato alla congregazione di carità di Pereto con R. D. del 17 agosto 1908.
L'opera aveva i seguenti scopi: - concedere due sussidi dotali l'anno, di L. 125 ciascuno, a due zitelle povere di Pereto che avessero non meno di 16 anni e non più di 30 e che fossero di buona condotta; - distribuire due sussidi annui, di L. 60 ciascuno, ai poveri di Pereto il giorno di Pasqua ed il 22 febbraio, anniversario della sua morte; - dare soccorso ai malati poveri con un importo di volta in volta da stabilire. Quando la congregazione di carità fu abolita, con le attività del Legato Maccafani furono acquistate delle cartelle di rendita nominativa al 5%, i cui interessi confluirono nell'E.C.A. (L. 340 annue) e, attraverso essa, elargito ai poveri. 
 
Il 3 giugno 1937 il regio decreto legge nr. 847 soppresse l'opera pia della congregazione di carità ed istituì l'Ente Comunale di Assistenza, che ne ereditò i beni, le rendite e gli scopi (estesi anche all'assistenza all'asilo infantile; al patronato scolastico ed all'opera maternità ed infanzia).
Il comitato amministrativo dell'E.C.A., istituito con decreto prefettizio del 16 febbraio 1938 era così composto: VICARIO Avv. Comm. Luigi Riccardo, potestà; presidente; Lozzi Antonio, designato dal segretario del fascio di combattimento; Vicario Pia, segretario del fascio femminile; Balla Cav. Felice, rappresentante dell'Unione prov. Fascista della Provincia; Penna Domenico, rappresentante dell'Unione prov. Fascista Lavoratori agricoli; Vendetti Remigio, rappresentante dell'Unione Fascista Provinciale lavoratori commercio. Il comitato era tenuto a rendere il conto annualmente in ordine alle entrate ed alle uscite.
 
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