Home Page del Comune Clicca per approfondimenti

Clicca per visualizzare la guida alla navigazione
 
 

TERRITORIO

 

in evidenza

 

Risorse

 

 
Sei in: - STORIA - La Via Valeria

La Via Valeria
Testi a cura del dott. Enrico Balla  maggiori info autore
Circa trent'anni prima della nascita di Cristo, il geografo greco Strabone, che si era trasferito a Roma nel 44 a.c. e che ben conosceva i dintorni di essa, scriveva che la via Valeria cominciava a Tivoli e terminava a Corfinium. 
All'epoca il tratto da Roma a Tivoli, costruito dal Censore M. Valerio Massimo nel 307 a.c., già era denominato via Tiburtina. Le cause che spinsero i Romani a continuare tale arteria furono principalmente tre: agevolare i collegamenti con le colonie di Alba e Carseoli, dedotte nel 304 e nel 298 a.c.; avere la possibilità di reprimere celermente eventuali insurrezioni dei popoli dell'attuale Abruzzo da poco sottomessi; impedire facili intese dei Sanniti con gli Umbri e gli Etruschi. 
  
A tale ultimo proposito furono anche fondate le colonie di Sena Gallica e Hadria (Livio, Epit. XI), nel 283 a.c.. Proprio per i suesposti motivi, contro il parere del Febonio, che lo colloca intorno al 303-301 a.c., si ritiene che l'anno di costruzione del secondo tratto da Tivoli a Cerfennia sia il 289 oppure il 286 a.c., quando era Console M. Valerio Massimo. Il terzo tratto da Cerfennia ad Ostia Aterni fu portato a termine nel 49/48 a.c. dall'Imperatore Tiberio Claudio e da lui prese il nome di via Claudia. La via Valeria partiva da una pietra miliare centrale d'oro, posta nel foro di Roma, usciva per la porta Gabina (Esquilina) e si dirigeva verso est segnata, ogni mille passi, dalle colonne miliari, di solito alte sette piedi e del peso di mille libbre. 
  
Col passare degli anni da queste strade si dipartirono molte derivazioni. Tra le principali possiamo ricordare: - quella per Subiaco (via Sublacensis); - quella per Angizia ed Antino, che passava per la valle del Liri; - quella che da Alba passava per Tiora ed il Cicolano; - quella che per le strette gole di Ovindoli conduceva nei Vestini. Tra le diramazioni secondarie, oltre a quella che da Carseoli portava agli Equicoli, una è particolarmente interessante per la nostra storia. Fu fatta costruire tra il 75 ed il 79 d.c. dall'Imperatore Tito Flavio Vespasiano e collegava la Valeria con alcune ville di "potentiores" romani, tra cui la sua, e con un tempio pagano sito sotto il monte di Pereto. Tale tempio fu completamente restaurato dall'Imperatore Traiano Decio nel 250 d.c. utilizzando le offerte richieste a tutti cittadini del Carseolano, ai quali poi fu imposto di venerare i soli Dei nazionali e non il Dio cristiano. La via Valeria si affaccia sulla Piana del Cavaliere al Km 63,100, non appena raggiunge il ponte San Giorgio che si trova cinquecento metri prima del bivio di Riofreddo. 
  
Tale ponte, che prende il nome dal convento diroccato sito poco più in alto, risale all'epoca dell'Imperatore Nerva, che già nel 71 d.c. era stato Console insieme a Vespasiano e che dal 96 al 98 d.c. realizzò importanti restauri lungo la Valeria. Al Km. 63,800, cinquecento metri lungo il bivio per Riofreddo, la Valeria antica segue, con direzione nord-est, un corso diverso da quello attuale. Infatti essa passa sotto un ponticello della ferrovia, poi, dopo due chilometri circa, dietro la stazione di Oricola-Pereto, quindi, dal 67° al 68° Km., attraversa la contrada di Civita (ex Carseoli) e si ricongiunge con la Valeria Nuova al Km. 69,400. 
  
Nei pressi del Km 70,400 da essa si dipartiva una diramazione che portava agli Equicoli; dal Km 71 attraversava in rettilineo l'attuale paese di Carsoli proprio in corrispondenza della strada ferrata e poi, superata la pianura di Perreto, si dirigeva verso il passo di monte Bove. Purtroppo dei lastroni poligonali di pietra, che coprivano la strada, ne sono rimasti pochissimi, sia per la mancata effettuazione di scavi e sia, soprattutto, perché essi venivano disvelti ed usati per la costruzione di abitazioni e fortezze. I resti meglio conservati di tale via, che fu tra quelle primarie dell'antica Roma, si possono ora vedere all'altezza del Km 74,00, passando sulla destra per una stradicciola che porta al Turano, al disotto del letto nel quale giacciono, oppure due Km più su, emergenti dal letto del fiume, sotto l'indicazione segnaletica del Km 78,00. 

 
PERETO Storia Tradizioni, Ambiente, Statuti
  
Sei in: - STORIA - La Via Valeria

Territorio

 
 


Team sviluppatori
| Grafica e Redazione | Copyright