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Notizie paleoetnologiche
Testi a cura del dott. Enrico Balla  maggiori info autore
Prima di due milioni di anni fa sulla terra esistevano solo gli australopiceti, una specie di antenato dell'uomo. L'era neozoica vide apparire e diffondersi sulla superficie terrestre dapprima l'uomo "erectus", che occupò un periodo temporale che va da un milione di anni fino a centomila anni fa, poi l'uomo neanderthaliano, estintosi intorno ai 35.000 anni fa ed infine l'uomo "sapiens", nei vari tipi o razze Grimaldi, Chancelade e Cro-Magnon. Gli scavi condotti nel 1954 in Abruzzo (valle Giumentina, Popoli, Maiella) hanno permesso, finora, di accertare che la prima presenza umana nelle nostre terre risale al periodo dell'uomo neanderthaliano. La sua fisionomia non era certo conforme ai canoni classici della bellezza. 
  
Da una fronte bassa, sfuggente all'indietro su un cranio birsoide depresso e dal forte occipite, si staccavano grosse arcate sopraorbitali sporgenti, a mo' di visiera, su una faccia larga e prognata a zigomi forti, priva di mento, dotata pero di robusta mascella e di un naso dall'ampia radice. Un tozzo e poderoso collo univa la testa ad un tronco robusto e villoso, dal pelo rossastro, sorretto da resistenti arti inferiori. La statura, da un metro e mezzo a due metri, era ancora leggermente inclinata in avanti. Se l'aspetto era piuttosto scimmiesco, l'intelligenza non difettava. La presenza dell'uomo neanderthaliano è confermata non solo da ritrovamenti di pietre levigate con la tecnica musteriana e di strumenti litici dell'epoca, ma anche dalla considerazione che l'Abruzzo nel Pleistocene dell'era quaternaria godeva di condizioni climatiche ed ambientali ottime per un insediamento umano. Le popolazioni del paleolitico, come si sa, vivevano di caccia, di pesca, di frutti arborei e del suolo, per cui erano costrette a trasferirsi da un luogo ad un altro a seconda della stagione e del clima; un po' come fanno ora molte specie di uccelli e di animali. 
  
Ma l'orografia dell'Abruzzo, che alternava montagne a pianure e laghi e zone fredde a luoghi più temperati, consentiva alla selvaggina un clima ed un ambiente vario ed all'uomo la possibilità di evitare, per sopravvivere, lunghe migrazioni. Ma da dove era venuto l'uomo di Neanderthal? Considerato che esso abitò l'Europa continentale, ma anche l'Asia occidentale e l'Africa settentrionale, si può ipotizzare che egli provenisse da tali continenti; tanto più che nel Pleistocene il mar Adriatico era in gran parte scoperto, almeno dalla linea Pescara - Zara in su, e non c'era lo stretto di Gibilterra. R. Carpenter propende per la provenienza dall'Asia occidentale, infatti "il ghiaccio compatto a nord e le montagne bloccate dalla neve a sud lasciavano un solo corridoio aperto che conduceva dall'Asia verso occidente". Intorno ai 35.000 anni fa l'uomo di Neanderthal scomparve. La nuova razza (nei vari tipi Grimaldi, Chancelade, Cro-Magnon) invase tutto il globo terrestre. 
  
Nelle nostre terre, intorno ai 13.000 anni fa, si instaurò il tipo Cro-Magnon, come ci dimostra il cranio dell'uomo del Fucino trovato insieme a reperti mesolitici nella grotta grande di Ortucchio, che viveva nelle grotte nei mesi invernali ed in capanne di sassi, legni e frasche in estate. 7500 anni fa, dall'oriente, via terra, giunsero altre razze di "homo sapiens" che apportarono nuove tecniche e progresso, stanziandosi in plaghe fertili e ricche di acqua. Si iniziò a coltivare i campi, a praticare la pastorizia, a costruire anfore e recipienti di terracotta, nelle quali si conservavano le scorte di viveri. Non vi fu più bisogno nemmeno delle piccole migrazioni per ricercare il cibo; si costruirono dimore stabili, villaggi di capanne e ripari per gli animali addomesticati. Nel periodo eneolitico, da 4500 a 3000 anni fa, giunsero in Italia dall'area Egeo - Anatolica diversi gruppi di nomadi, bellicosi, armati fino ai denti che, dopo qualche iniziale conflitto, si fusero con le popolazioni indigene. A tale periodo risalgono molte testimonianze rinvenute a Ortucchio, Cappadocia ed anche a Pereto e Carsoli. 
  
Ho esaminato alcuni reperti rinvenuti nel territorio del nostro Comune. Ebbene essi corrispondono perfettamente alle caratteristiche della cultura di Ortucchio sia nelle forme vascolari, sia nelle decorazioni a punzone, sia nelle dimensioni e sia nella terracotta (ceramica nerastra buccheroide). Anche nel grottone di val di Varri presso Carsoli sono state rinvenute preziose testimonianze di tale epoca. Tra i più antichi abitatori dell'Abruzzo gli storici generalmente annoverano solo i più significativi ed i più numerosi: nell'età del bronzo i Tirreni, gli Aborigeni (alto Abruzzo e Rieti), i Liguri (Vasto, Ostuni..), i Sicoli (Ancona e Teramo), i Pelasgi (Marsica, Pereto e d'intorni); nell'età del ferro i Marsi, i Sabini, i Vestini, i Peligni, i Sanniti, gli Equi, i Marrucini, Pretuzii, i Caraceni, i Frentani. 
  
Solo dai manoscritti degli storici più minuziosi e rivolti a consacrare fatti e testimonianze di regioni ben delimitate e poco estese è stato possibile rilevare la presenza nelle terre d'Abruzzo da 2.000 a 1.000 anni avanti Cristo, nell'età del ferro, degli Iperborei, dei Perreti o Perrebi, degli Enieni, dei Palatini, dei Calcidesi, degli Amantini, dei Solimi, dei Reti, dei Caspiri e di altre piccole minoranze elleniche. Essi sono tutti provenienti dalle terre e dai lidi adriatici opposti a quelli delle regioni centro-meridionali dell'Italia (Grecia, Epiro, Macedonia, Tracia, Tessaglia, Lidia, Dalmazia, Frigia). Questi popoli, costretti ad emigrare a causa di guerre, carestie, pestilenze e cataclismi, portavano con loro, oltre alle armi ed alle masserizie, anche il ricordo della loro patria, delle loro città e delle loro tradizioni. 
 
Non a caso, infatti, si rinviene affinità ed uniformità di costumi, di divinità e di arte tra gli Italici e gli Elleni e non è davvero solo una coincidenza l'omofonia tra i nomi di antiche città balcaniche o di condottieri di popoli emigranti e quelli imposti alle nuove città fondate nella nostra regione. A mo' di esempio cito le seguenti, più vicine al nostro paese: CUTINO, CUTINA, (oggi Colle di Cuticchio, presso Paganica); CINGILIA, CINGILIA, (oggi Civita. Retenga); ORICO, AURICOLA, (oggi Oricola); CERINTO, CARENTUM, (oggi Civita Carenzia); PERREBO, PERITUM, (oggi Pereto); LAMIA, LANNA, (oggi località vicino Mandela); - CESTRINA, TESTRINA, (oggi località vicino Scoppito); - TORONE, TIORA, (oggi Torano); PELINNA, PELIGNA, (oggi valle Peligna);. - ORTE, ORTE, (anche oggi Orte); SOLIMA, SULMONA, (anche oggi Sulmona). 
 
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