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Il paese attuale
Testi a cura del dott. Enrico Balla  maggiori info autore
Al viandante che, proveniente da Roma per la Tiburtina-Valeria, varca il confine laziale-abruzzese, si presenta un piacevole paesaggio costituito da una dolce e verdeggiante pianura circondata da ombrose e maestose montagne che le fanno corona. L'ubertosa piana del Cavaliere, ridotta a coltura, appare come un mosaico di campi arati, solcata da rivoli d'acqua e torrenti alluvionali provenienti dai rilievi e percorsa da strade e mulattiere che mettono in comunicazione pochi paesetti appollaiati sulle alture che la guardano e l'abbelliscono. Sullo sfondo, opaco e sfumato con la pioggia e con la nebbia, netto e chiaro col sole e con l'aria tersa, appare PERETO, cullato e protetto dalle imponenti montagne. Montagne amiche, che con i loro boschi hanno dato calore, che con i loro altopiani hanno offerto pascoli, che nei loro anfratti hanno dato rifugio e che con la loro altezza hanno attutito venti, intemperie e terremoti. 
  
Il fascino di un ambiente cosi vario indusse molti patrizi romani a costruirvi agresti dimore ed artistiche ville e, ancora prima, attiro molti nomadi delle più antiche età della pietra. Qui, infatti, come diremo in seguito, si stanzio una colonia dell'antica Grecia; qui, nel medioevo barbarico, quando selve e paludi coprivano intere regioni rese deserte da guerre spietate e da ricorrenti pestilenze mortali, trovarono rifugio e ristoro molte genti; qui ancora, nella età di mezzo, quando il piano fu corso e ricorso da razziatori stranieri, sorsero castelli e manieri; qui, ancora oggi, l'uomo moderno ritorna a godersi la pace e la quiete ed a ritemprare lo spirito. 
  
PERETO, tra tutte le contrade che si affacciano sulla pianura del Cavaliere, e quello che meglio conserva la sua identità culturale, grazie anche al temperamento della sua gente, fiera ed intraprendente, chiacchierona ma gioviale, rude ma con un elevato spirito di solidarietà ed associativo. Il numero relativamente esiguo degli abitanti non ostacola, infatti, una vita associativa, che si presenta varia ed articolata. Accanto alla scuola elementare, la comunità beneficia delle sue brave associazioni religiose, culturali, combattentistiche, sociali e sportive, e conta pure su una banda musicale. 
  
Ma forse ciò che maggiormente unisce e cementa insieme la popolazione e la coscienza (non la conoscenza) del suo illustre passato, vissuto all'ombra del maestoso castello medioevale, fra stenti e privazioni, ma anche con una traboccante voglia di vita, di allegria e di pace. Dal punto di vista urbanistico il paese e riuscito a conservare pressoché intatta la parte storica, evolvendo verso sud-est. La superficie del suo territorio gran parte è occupata da boschi e l'altra da prati e colture. Il territorio si trova ubicato nell'Appennino centrale, al la confluenza dei monti Simbruini con i monti Carseolani, ad un'altitudine che va dai 598 ai 1818 metri. 
 
PERETO Storia Tradizioni, Ambiente, Statuti
 
 
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